Nonino: la famiglia che ha rivoluzionato il mondo della Grappa

17 Nov 21 | Produttori Italiani

Distillatori in Friuli dal 1897. Con il cuore, lo spirito e la tenacia contadina. 

Famiglia italiana con dinamiche di famiglia rurale italiana. 

Concretezza.

Tenaci e ruvidi. Ruvidi nel non scendere a compromessi con il marketing sfrenato e spesso dei veri sovversivi delle tendenze di grandi produzioni. 

La famiglia Nonino ha saputo trasformare la Grappa, per secoli considerata un distillato povero, nato dagli scarti della vinificazione, in un prodotto elitario e culturale, diventando nel 2019 la prima distilleria italiana e il primo brand di grappa ad essere eletta “Migliore Distilleria del Mondo” da Wine Enthusiast. 

Una vita di lavoro e passione per la distillazione, che li ha portati a compiere tre grandi rivoluzioni nel mondo della distillazione: 

1. Il 1° Dicembre 1973 rivoluzionano il modo di produrre e proporre la grappa nel mondo creando la prima grappa di singolo vitigno, il Monovitigno® Nonino. 

2. Il 27 Novembre 1984 segnano una nuova svolta: sono i primi a distillare l’uva intera e creano l’Acquavite d’Uva ÙE® Picolit. 

3. Nel 2000 dopo anni di ricerche presentano GIOIELLO®, il distillato della ‘Purezza’, l’Acquavite di puro miele 

Per la famiglia Nonino, la distillazione è un business da condividere quotidianamente con un unico socio, un socio di maggioranza da rispettare e venerare quotidianamente: la natura. 

Si danno da subito un diktat produttivo che non lascia spazio a “scorciatoie commerciali”. La struttura stessa della loro distilleria è vera dichiarazione d’amore alla vinaccia, la loro preziosa materia prima.

La vinaccia è la parte dell’uva più ricca di polifenoli e sostanze aromatiche ma è delicatissima, bastano poche ore affinché cominci a sviluppare fermentazioni secondarie degenerative. Per rispettare la freschezza della loro materia prima, i Nonino sono andati contro l’abitudine del settore di conservarla e distillarla per 8 mesi l’anno, scegliendo di distillare esclusivamente in concomitanza della vendemmia. Per questo hanno costruito una distilleria con 66 alambicchi discontinui artigianali (contro la media di 6-12 alambicchi delle distillerie italiane) che distillano 7 giorni su 7, 24 ore su 24, ma solo per 9 settimane all’anno. 

La vera rivoluzione Nonino è proprio questa, amare talmente tanto il proprio lavoro da essere disposti a mettere il rispetto della qualità della materia prima che distillano al centro della propria vita, giorno dopo giorno, vendemmia dopo vendemmia. Hanno così imposto al mercato della grappa nuove peculiarità qualitative, elevando lo status dell’intera categoria. 

Un must edonistico della degustazione del dopo-cena italiano alla pari dei grandi distillati stranieri come whisky e cognac. 

Come sono arrivati al risultato di così grande prestigio è stato davvero un percorso da studio universitario. 

Basti pensare che nella loro vita di distillatori, hanno anche creato un Premio letterario. Nato nel 1975 per salvare i vitigni autoctoni friulani di cui era diventata illegale la coltivazione (Pignolo, Schioppettino , Tazzelenghe e Ribolla Gialla) il Premio Nonino è poi divenuto negli anni un premio internazionale che ha anticipato per 6 volte il Premio Nobel. Un impegno culturale cruciale dove la grappa, in modo elegante si è affiancata a dibattiti internazionali di temi cruciali.  

E tutto questo è stato grazie alla passione per il proprio lavoro. A Ronchi di Percoto, a pochi chilometri da Udine, la Nonino è oggi una consolidata realtà con 40 dipendenti ed un fatturato in crescita di quasi 13 milioni di euro.

L’incredibile e complessa ascesa della Nonino nell’olimpo dei distillati mondiali, parte dalla passione: una famiglia di distillatori da 124 anni innamorati dell’arte della distillazione.

Matteo Donelli

Manager internazionale e giornalista, ha ricoperto il ruolo di presidente e vicepresidente di società negli Usa, in Cina e in Brasile per conto di un’azienda italiana. Giornalista per testate emiliane e nazionali, è autore dei libri “Orientarsi in Cina” e “Brazil, storie dell’altro mondo”.